di Giuseppe Longo
UDINE – «Una pagina tra le più affascinanti di Vivaldi! L’ho suonata tantissime volte, ma non l’ho mai goduta e apprezzata come questa sera». Pieno di entusiasmo il commento di Luisa Sello, leader instancabile degli Amici della Musica, al termine del concerto tutto dedicato al “prete rosso”. Suggestivo scenario la Torre di Santa Maria, nel cuore di Udine, città nella quale palpita ancora il “cuore” di quella Serenissima che ci ha lasciato la splendida Loggia del Lionello (Palazzo Ducale in scala ridotta) – immaginate poi se Mercatovecchio avesse l’acqua salmastra al posto del porfido… -, tanto che le opere di Antonio Vivaldi trovano un palcoscenico d’eccezione nella “piccola Venezia” dell’entroterra friulano. E “Il cardellino” è appunto una di queste.
La serata, applauditissima da parte di un pubblico folto ed entusiasta, era inserita nell’ambito del fortunato ciclo dei Concerti Torriani organizzato assieme all’Ente Regionale Teatrale e che si affianca a quello ancora più ricco e articolato che il sodalizio ultracentenario propone ogni anno con successo nella Stagione che dall’autunno arriva fino a primavera. Grande protagonista “La Sinfonietta Fvg”, una creatura di Luisa Sello nata esattamente quindici anni fa nel capoluogo friulano. L’ensemble era diretto per l’occasione dal maestro polacco Jan Milosz Zarzycki che ha condotto gli otto musicisti, peraltro molto affiatati, in un trascinante itinerario vivaldiano che si è aperto con “La tempesta di mare” per flauto, archi e basso continuo che ha visto efficacemente dialogare con l’orchestra Sofija Milenkovic arrivata in città dalla Serbia assieme al conterraneo Konstantin Crnjanski, due solisti molto giovani ma già titolari di prestigiosi premi internazionali e dalla promettente carriera musicale. L’affascinante programma di “Mostly Vivaldi” si è quindi srotolato proponendo la Sonata n. 1 “Il Pastor fido” op. 13 per flauto e basso continuo, arrivando alla celeberrima op. X n. 3 per flauto, archi e basso continuo, nota appunto come “Il cardellino”. A metà programma “La Sinfonietta Fvg” si è esibita senza solisti nella “Rustica”, pagina intensa e suggestiva, per ritrovarli poi assieme nella magnifica conclusione con il Concerto in do maggiore per due flauti, archi e basso continuo, dopo che l’uditorio era stato deliziato dal Concerto in sol maggiore op. X n. 6. La “scaletta” era stata presentata con garbo e competenza prima dell’avvio del concerto da Adriana Ronco Villotta, che ha condotto per mano tra le opere del grande Maestro del barocco veneziano, dopo un saluto introduttivo della presidente degli Amici.
Ricordiamo, che “La Sinfonietta Fvg” – per usare le parole di Luisa Sello – «è un gruppo agile e aperto alla collaborazione con musicisti di altri Paesi, creando un humus artistico intergenerazionale e interculturale». Il suo ricco repertorio spazia infatti dal barocco – e la serata vivaldiana ne ha offerto un chiaro esempio – alla musica contemporanea. Numerosi i concerti tenuti dall’anno del debutto, era il 2013, avvenuto a Vienna. E fra i più recenti tornano alla mente quelli, bellissimi, che l’orchestra ha proposto la scorsa estate a Grado, un paio di volte in Austria – a due passi dalla Capitale e nel suggestivo scenario del Millstatter See – e a Colloredo di Monte Albano, il borgo castellano rimasto legato alle memorie di Ippolito Nievo. In queste occasioni, “La Sinfonietta Fvg” era stata diretta dalla stessa Sello che, nel contempo, aveva ricoperto anche il prestigioso ruolo di flauto solista.
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In copertina, Luisa Sello presidente degli Amici della Musica con i due giovani flautisti e il direttore dell’orchestra; la “Sinfonietta Fvg” , i solisti, il folto pubblico e Adriana Ronco Villotta.

